LUCCA, 29 ottobre 2022 – Milo Manara si è raccontato alla stampa del Lucca Comics dopo aver ricevuto il Premio Maestro del Fumetto Yellow Kid (una specie di Oscar del fumetto) assieme a Riyoko Ikeda, l’autrice di Lady Oscar. In aggiunta alla consegna del premio, figlio di una collaborazione tra il festival e le Gallerie degli Uffizi, Manara ha donato proprio a queste ultime il suo autoritratto, arricchendo la loro ampia collezione di autoritratti di fumettisti italiani.
Non è la prima volta che il maestro riceve questo premio: i premi Yellow Kid nascono ben prima del 2022, e già nel 1978 Milo Manara viene considerato un fumettista degno di grande rispetto e riconoscimento. Il fumettista, ai microfoni della stampa, ricorda con imbarazzo quel primo riconoscimento: lui e altri artisti, siccome la fiera ai tempi era sponsorizzata da una compagina aerea argentina, aveva deciso di rifiutare qualsiasi premio proveniente dal Comics per protesta contro il colpo di Stato in Argentina di quell’anno. Quando però Manara scoprì di essere il vincitore dello Yellow Kid, qualcosa andò storto. Come da sua stessa ammissione dice, con un sorriso: “Il risultato fu che oggi il premio troneggia sul mio armadio”.
Manara ha piacere a raccontarsi, e parla anche di due grandi amicizie che hanno segnato la sua vita per sempre. La prima è quella col leggendario regista Federico Fellini, di cui il maestro è un fan sfegatato: “Avevo anche il suo poster in camera, come i ragazzini oggi fanno con i Maneskin”. Conoscere il regista per Manara costituì un vero e proprio miracolo che portò, dopo anni di amicizia, anche ad una collaborazione artistica: il fumetto “Viaggio a Tulum”. Tanti gli aneddoti legati alla leggenda del cinema: “Ricordo ancora che una volta Fellini mi firmò il pass, in modo tale da andare ovunque volessi sul set di Ginger e Fred. Incontrai anche Mastroianni”.
La seconda, profonda amicizia che ha segnato la vita di Manara è quella con Hugo Pratt, il celebre autore di Corto Maltese. I due avevano una vera e propria confidenza fraterna, e tante volte Pratt consigliò a Manara anche come gestire la sua carriera artistica. La morte del fumettista fu un vero dolore per il maestro, il quale per lungo tempo non ebbe neanche la forza di tornare al Lucca Comics dopo la scomparsa dell’amico: “Mi mancava la sua convivialità”.
Manara ha poi presentato il suo nuovo progetto: una trasposizione a fumetti de “Il nome della Rosa” di Umberto Eco, la quale si dividerà in due volumi. Il fumettista confessa: “Sono innamorato della letteratura e anche il fumetto è narrazione”, con la trama che secondo Manara finisce per prevalere sul disegno. “Molti libri possono essere raccontati tramite i fumetti. Pensate a “Delitto e castigo” di Dostoevskij. Che potenza evocativa! Ci si sente assassini dopo averlo letto”.
Il suo “Nome della Rosa” sarà diverso dal celebre film con Sean Connery, ma senza cambiare una virgola del testo originale: “Non posso permettermi di farlo. Eco è morto e, al contrario dei produttori del film, non posso discutere con lui di eventuali cambiamenti”.
“Questo progetto mi è stato proposto da Elisabetta Sgarbi e i figli di Eco, ed ho accettato volentieri”, anche se per Manara affidargli questo progetto è un po’ un paradosso: “Che venga proposto a me di disegnare una storia di soli uomini, in tonaca, che parlano e parlano, quando a me piace disegnare le donne… è una sfida all’ultimo sangue!”
Manara è comunque entusiasta del lavoro ed esalta il capolavoro di Eco: “È un libro sui libri: contiene tutto lo scibile umano e la sua confutazione. È una storia di formazione con temi eterni come la povertà, la quale è al centro di tutte le sfide del mondo moderno”.
“Il nome della Rosa” secondo Manara è anche un libro sul sesso: “Per raccontare l’incontro del protagonista con la ragazza Eco cita addirittura il cantico dei cantici. Le metafore utilizzate sono altissime, ma il messaggio è chiaro – si parla di sesso con parole divine”, quasi come se fosse qualcosa di trascendente. “Darò tutto me stesso per questa parte!” scherza l’artista.
Manara chiude infine l’incontro annunciando che collaborerà in futuro anche con il famosissimo autore di “Sin City”, l’americano Frank Miller.
VL