I mattoncini Lego un mezzo artistico per esprimere qualcosa di originale a tutti i visitatori: adulti, ragazzi e bambini.
Forme sorprendenti fatte da piccoli, a volte piccolissimi particolari, i famosissimi colorati mattoncini Lego, si posso ammirare alla mostra allestita al SET – Spazio Eventi Tirso di Roma dal 28 ottobre al 14 febbraio. L’artista che realizza arte con la Lego, è Nathan Sawaya, statunitense che da quando ha 5 anni crea quello che immagina. Le sue opere sono sculture realistiche realizzate con il solo impiego di mattoncini Lego ed oggi, alla mostra The Art of the Brick, si possono ammirare circa 80 sculture. Creare con i mattoncini Lego lo diverte, tanto da aver abbandonato la carriera da avvocato e alla domanda perché lo fai … risponde “Perché nessuno lo ha mai fatto prima!” Come lui stesso afferma “Tutto inizia da un piccolo pezzo” … quindi scopriamo non solo cosa è stato in grado di fare questo artista, ma anche che cosa ci vuole comunicare con la sua forma d’arte, sicuramente unica ed originale. Entrando nella prima sala sono attratta da Hugman (l’uomo che abbraccia) che rappresenta la sua forma di Street Art; spesso ne dissemina alcuni per la città che ospita la sua mostra, piace molto alla gente tanto che provano a portarli via, di solito non resistono più di qualche ora, ma va bene così, perché come afferma Nathan … Hugman è di tutti! Proseguendo nel percorso della mostra si arriva alla sezione I maestri del passato. In questa area ci sono diverse riproduzioni di quadri famosi, anch’esse elaborate con i Lego, possiamo ammirare La Gioconda, un particolare del soffitto della Cappella Sistina, il Discobolo, L’urlo di Munich in cui i colori dello sfondo sono stati brillantemente riprodotti dalle vivide colorazioni dei mattoncini. La sua scultura più conosciuta è sicuramente Yellow, è stata usata come logo da un dj, la troviamo sulla copertina di un album discografico ecc. Yellow parla alle persone e loro ne parlano; piace a tutti. L’autore lo interpreta come l’apertura di se stessi al mondo, i bambini si divertono nell’osservarlo, perché vedono interiora che schizzano ovunque intorno, mentre gli adulti provano empatia nel percepire l’agonia che l’attraversa; nella lacerazione del torace c’è qualcosa da dentro che sentono di voler far uscire. Un’altra sezione della mostra che mi ha colpito è quella relativa alla Human Condition. Le opere d’arte contenute in questa parte dell’esposizione hanno a che fare con la metamorfosi. L’autore durante la sua vita è passato da molte fasi di transizione e questi cambiamenti sono riflessi nella sua arte. In questa sezione si vedono gli alti e bassi che lo hanno attraversato. Ha provato, e devo dire ci è riuscito perfettamente, a tirare fuori un’emozione da una figura umana fatta di Lego. Una fra tutte è Gray, un uomo che tenta di uscire da uno schema. Questa situazione spesso, è vissuta da molte persone, quella di avere un ruolo, ma desiderarne un altro e quindi Gray rappresenta la rottura con il passato e l’affacciarsi a nuovi percorsi. È anche quello che è successo a Nathan Sawaya, era un avvocato, ma si sentiva più artista … ad un certo punto ha fatto il salto per far uscire l’artista che era in lui. In questa sezione è possibile ammirare dunque figure, che rappresentano non un semplice giocattolo, ma che trasmettono emozione se l’osservatore riesce a trascendere dai semplici pezzi. Come afferma l’autore “Le mie opere nascono dalle mie paure e dai miei traguardi, come avvocato e come artista, come ragazzo e come uomo”. Solo per dare un’idea della complessità di un’opera per realizzare Gray sono stati impiegati 23.678 pezzi. Camminando tra le creazioni Lego in 3D si arriva alla sezione Espressione umana. Ci accolgono in questa area tre sculture prodotte con i tre colori primari (rosso, blu e giallo), i colori di base del nostro mondo, le cui teste sono rappresentate dai tre pilastri dell’universo: triangolo quadrato e sfera, forme riconosciute ovunque. Queste opere celebrano la differenza, se fossimo tutti uguali, forse il mondo sarebbe meno interessante, sembra suggerirci Nathan. Sempre in questa sezione non poteva mancare il Peace Symbol. Il simbolo della Pace è stato realizzato con tantissimi mattoncini Lego colorati e riciclati. Infatti, se si osservano con attenzione le tre opere i mattoncini sono diversi tra loro per dimensione, colorazione; alcuni sono danneggiati, altri vecchi. L’artista è molto affezionato a questa opera, perché tutti i mattoncini utilizzati sono vissuti, sono appartenuti a dei bambini, hanno una storia. La mostra The Art of the Brick è stata giudicata come una delle migliori mostre contemporanee da tutta la stampa internazionale e la CNN ’ha inserita tra le prime dieci di quelle imperdibili; a mio avviso, anche, perché oltre a divertire e stupire è visitabile da parte di un pubblico senza età.
Patrizia Russo